LA VOCE DEL PARROCO


 

                                    Carissimi, è dalla S. Pasqua che non ho potuto mandare normalmente il Bollettino nelle vostre case. Tutto quello che è successo in questi mesi non ha dato la possibilità di fare altrimenti. Nella prima S. Messa celebrata all’aperto avevo detto che ci eravamo lasciati con le maschere a Carnevale e ritrovati con le mascherine del covid. E quest’ultime si pensava di portarle un po’ meno ma la pandemia è continuata. Ma anche in tutto quel periodo (da marzo alla fine di maggio) la nostra comunità non si è fermata! Fortunatamente ancora prima del S. Natale 2019 in Chiesa avevamo installato una telecamera per dare la possibilità anche agli anziani e malati di poter partecipare dalle loro case alla S. Messa della Parrocchia: è stata una scelta giusta! In tutti quei mesi tanti hanno potuto partecipare da casa alla S. Messa, all’adorazione Eucaristica domenicale, alla recita del S. Rosario, alle Via Crucis. Per i ragazzi e ragazze della 5° elementare – ormai in prima media – che dovevano prepararsi a ricevere i sacramenti della Cresima e prima Comunione, alcuni incontri di catechismo… Ma adesso ci stiamo avvicinando al Natale, all’incontro grande con la Luce che incomincia ad intravedersi alla fine. Il tempo di Avvento ci ha aperto la strada: l’invito è stato chiaro rivolto a tutti noi da parte di Giovanni Battista: ”Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada al Signore che viene!”. Invita alla conversione del cuore, cioè a lasciarci coinvolgere da questo Amore vero che vuole ridarci speranza, coraggio nel riprendere in mano la nostra vita e continuare il cammino. Dobbiamo preparare il presepio e poi fermarci a contemplare quello che succede in quella notte. Penso a quei pastori (un gruppo lasciato da parte dall’altra gente) che quella notte, mentre stanno riposando dopo una giornata faticosa vissuta a seguire e portare il gregge verso un’oasi: sentono un invito portato loro dagli angeli: ”Andate a vedere: là in quella grotta troverete un Bambino con la madre Maria e il padre Giuseppe, una povera famiglia che lì ha trovato riparo. Vedrete una notte di luce! Il Mistero si rivela in Cristo Gesù. Questi si muovono: vanno a vedere se quello che è stato detto loro dagli Angeli è vero. Dalla notte alla luce: adesso Lui è qui, qui per incontrare questa umanità sofferente ma in attesa: il Signore è qui. Tutto si compie in quel momento. Muoversi ne è valsa la pena. Ci è stato donato un Figlio, il Dono per eccellenza! Adesso si può cominciare a sperare di nuovo, ad aver fiducia nel futuro. Iniziano le voci a parlare: chissà che cosa si saranno detti in quella Notte ma tutto è così importante che Maria, la Madre tiene tutto dentro il suo cuore. Dopo aver contemplato tutto questo i pastori tornano annunciando a tutti quello che hanno visto e udito. Questo Bambino ha cambiato la loro vita. “Una gioia grande. Quest’è la gioia di tutto il creato, poiché in questa notte viene alla luce colui che è “generato prima di ogni creatura” (cf. Col 1, 15). Tutto il creato trova in lui, nel Verbo di Dio, la sua eterna origine, il suo posto: “tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste” (Gv 1, 3). Oh, notte di Betlemme! Ci sia consentito di parlare con la voce di tutte le creature! Ci sia consentito di parlare con le lingue di tutti i popoli e di tutti gli uomini! Notte di Betlemme, ti salutiamo. Christus natus est nobis! Venite, adoremus!” – così concludeva nel 1990 la sua omelia S. Giovanni Paolo II. Sì è proprio quello che aspettiamo in questa notte di Betlemme: tutto il creato che è stato segnato dal peccato in questa notte gioisce perché il Signore ha riportato la gioia, la luce in mezzo a quelle tenebre. Sì il Signore è nato per noi. Buon Natale e Felice anno nuovo.

Don Ezio 

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