LA VOCE DEL PARROCO


 

                                    Carissimi, iniziando il cammino Quaresimale, Gesù con il Vangelo di Matteo che verrà proclamato nel Mercoledì delle Ceneri ci invita ad andare all’essenziale della vita cristiana, cioè a riscoprire il valore della preghiera, del digiuno e dell’elemosina. La nostra fede si alimenta, è sostenuta da questi tre elementi che la compongono. Non si può vivere e crescere nella fede senza la preghiera, cioè senza il rapporto con Dio. Tra amici ci si sente, ci si ascolta e tutto questo aiuta a crescere e a sperimentare la bellezza di questo incontro che cambia la vita. Quando parlo di preghiera non penso solo a quella del mattino e della sera, ma a tutto il cammino proposto dalla Chiesa in tutto l’anno; la S. Messa domenicale, la confessione, vivere la fede nella testimonianza di ogni giorno, camminare sulla strada dei comandamenti (è la strada maestra da non abbandonare se si vuol “diventare grandi” nell’Amore a Gesù e ai fratelli: i primi tre comandamenti riguardano Dio, gli altri sette noi stessi e gli altri – tutto è racchiuso nel comandamento dell’Amore). Con la preghiera ci viene chiesto il digiuno, la rinuncia a qualcosa da cui facciamo fatica a staccarci (televisione, internet, fumo, il bere, caramelle…). Insomma il digiuno è un sacrificio che deve toccare la nostra “carne”, cioè lo dobbiamo sentire, è qualcosa a cui costa fatica rinunciare. Il venerdì in Quaresima tutta la Chiesa è chiamata a mangiare di magro. Un segno comune: indica che insieme la Comunità sta camminando verso la risurrezione. E’ stato scelto il venerdì perché ricorda il giorno della morte in croce di Gesù. Questa rinuncia non è fine a se stessa: diventa alimento alla carità, all’elemosina. Anche questa deve toccarmi, toccare me perché è una rinuncia, ma anche il … portafoglio. Anche ai ragazzi si può ancora insegnare a fare i fioretti, piccole rinunce che diventano un fiore da portare sotto la Croce. Piccoli gesti che fanno crescere, anzi per i ragazzi e ragazze sono grandi gesti che possono essere compresi se gli adulti ne insegnano loro il motivo e con loro vivono la Quaresima. Di che cosa c’è bisogno? Di una comunità adulta che educa all’incontro con Gesù. La Quaresima è proprio questo: il tempo degli esercizi spirituali della comunità cristiana che si prepara alla Pasqua e alla vita di testimonianza di ogni giorno. Nella Lettera Pastorale del Vescovo Pierantonio, soprattutto nel terzo capitolo pubblicato su questo Bollettino nel “Mistero d’amore” ci sottolinea questo:” «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv15,13). Dentro il memoriale della morte del Signore, nascosto, invisibile ma assolutamente reale, c'è l'amore immenso di Cristo per i suoi discepoli e per l'intera umanità. in quell'ultima cena, nella decisione di donare la sua vita e di anticipare il sacrificio della croce nel nuovo gesto liturgico donato ai discepoli, c'è tutto il cuore di Gesù. L'amore è la cifra riassuntiva di quella cena”. Ecco: preghiera, digiuno, carità nascono dall’Eucarestia, si alimentano di Eucarestia e insegnano a vivere l’Amore di Cristo, Così diceva S. Paolo VI nell’omelia del mercoledì delle ceneri del febbraio del 1978: “Mettiamoci dunque tutti in cammino. Cercheremo sostegno ai buoni propositi nella preghiera, una preghiera convalidata da una più volenterosa disponibilità di sacrificio ed anche dalla rinuncia generosa a qualcosa di nostro per avere di che venire in soccorso ai poveri. È il consiglio antico di quello sperimentato maestro di vita spirituale, che fu Sant’Agostino: «Vuoi che la tua preghiera voli fino a Dio?», egli domanda. «Mettile due ali, il digiuno e l’elemosina» (S. AUGUSTINI Enarr. in Ps. 42, 8). Il programma è chiaro. Che il Signore ci conceda la generosità necessaria, per calarlo nella concretezza della nostra vita.”.

Buona Quaresima a tutti. Don Ezio

 


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