TRINITA’

 

La pagina che ascoltiamo sulla «Sapienza di Dio» (prima lettura) parla in profondità del Figlio «Parola vivente» che manifesta il suo ruolo non solo nel tempo e nello spazio dell’universo; ma ci fa intravedere un al di là infinitamente più vasto, un prima, in cui tutto realmente trova la sua ragion d’essere e la sua concreta origine.
Questa rivelazione ci fa conoscere che Dio, nel suo sempre, ha pensato ininterrottamente e con infinita predilezione all’uomo, ponendolo al centro dell’universo. E così, mentre Dio rivela se stesso, rivela pure noi. Ci fa sapere che gli uomini sono un’opera veramente sapiente, veramente amabile: che in essi, nel pensarli e nel crearli, ha messo tutta la sua sapienza, tutto il suo amore.

Il brano di san Paolo (seconda lettura) va colto nel suo contesto più vasto, che riassume ciò che l’apostolo ha scritto prima e prelude a ciò che scriverà dopo. Non solo i Romani di allora, fra ingiustizie sociali e persecuzioni religiose, ma gli uomini di sempre hanno bisogno di speranza. Questa speranza gli uomini l’hanno concreta nel Cristo. Dio li ha «giustificati» nel Figlio suo: in lui ha compiuto quest’opera di liberazione, di restaurazione, di «rettifica», che è la «redenzione». Gli apostoli si sono lasciati prendere dalla tristezza: Gesù sta per lasciarli. Sono più impressionati di questo che non delle cose meravigliose che egli ha detto loro nell’ultima cena; sono preoccupati più del fatto che egli li «lascia», che non del perché e del «senso» che ha questo «lasciarli». Gesù spiega il profondo significato della sua partenza: è più una trasformazione che non un distacco, più una manifestazione che non un nascondersi. Gesù che «va», è Gesù che «manda» da parte del Padre lo Spirito. E lo Spirito è la perenne manifestazione di Gesù, del Figlio di Dio fatto Figlio dell’uomo per salvare gli Uomini. Lo Spirito testimonierà con la sua luce e la sua forza di amore che Cristo è sempre presente e operante, che Cristo sempre comunica lo Spirito, perché lo Spirito faccia conoscere che l’opera di Cristo è opera di amore: amore di lui che si è offerto, amore del Padre che lo ha dato.

La Trinità si manifesta massimamente nel comunicare agli uomini lo Spirito di amore, perché gli uomini, amandosi come Cristo li ha amati, amino Dio ed entrino in intimità con la divina Comunità di amore.